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Strategie di Marketing a Risposta Diretta - Unicità

Tra le strategie di marketing a risposta diretta utilizzate per differenziarsi dalla concorrenza e rendersi unici agli occhi del cliente troviamo la U.S.P., cioè la “Unique Selling Proposition” (Proposizione di vendita unica).

Ne parleremo in modo approfondito al corso Marketing Automatico Live, nel quale ci sarà una intera sezione dedicata a come creare la propria USP per emergere in modo netto dalla massa dei tuoi concorrenti e farti considerare come l’unica scelta possibile da parte dei tuoi potenziali clienti.

Per partecipare a Marketing Automatico Live approfittando dell’offerta speciale attualmente ancora disponibile (il prezzo aumenterà tra pochi giorni) clicca qui e riempi il modulo di contatto alla fine della pagina.

Ma per farti capire meglio cosa è la U.S.P., quale è la sua utilità, che ruolo occupa nelle strategie di marketing per acquisire clienti e differenziarsi dai concorrenti e per capire se è vero che ormai, come viene detto da più parti in giro, “è roba antiquata” che ora non funziona più, ti riporto qui una discussione che si è sviluppata sul gruppo Fb di Marketing Automatico che credo potrà interessarti.

Un amico del gruppo mi fa questa domanda:

“Ermes, mi piacerebbe farti una domanda leggermente provocatoria.

Nell’ultimo anno ne ho sentite di ogni sul concetto di “USP” e “Reason Why”.

Demolite e derise, irrise e schernite, definite oramai superate, che non ha più senso di parlare di queste due (ce ne sarebbe una terza ma sorvoliamo) definiamole entità, perché ormai superate…

Molti ne hanno pilotato un po’ il significato e l’importanza, secondo me a volte non capendola o facendo finta di non capirla, salvo poi tirarla fuori dal cilindro nella classica formula: “Se non capite questo non avete capito nulla”

Senza mai spiegarla però.

Perché quando si parla di queste due variabili legate a un processo di acquisto, marketing e strategia di business, si rischia di:

a) dimostrare davvero di conoscere le cose
b) dare risposte a chi si domanda che sei un cazzaro.

Tutto ciò vale sia per contenuti ed esperti stranieri quanto per esperti italiani. Credo siano stati fatti enormi voli pindarici e ci si sia staccati dalla concretezza.

Posto che ti posiziono a prescindere tra quelli che quando parlano confermano di conoscere le cose, mi piacerebbe chiederti: Tu in merito… cosa ne pensi

Seriamente. Mi piacerebbe un tuo parere su quanto oggi serva avere USP e Reason Why ben chiare quando si prepara il marketing di un prodotto e lo si porta davanti ad un cliente.

E’ da un po’ che mi gira in mente questa cosa, da quando hai pubblicato la foto della tua lettura di Ogilvy.”

La mia risposta…

Ebbene… Questa è stata la mia risposta. Mettiti comodo e leggila molto attentamente:

La risposta breve alla tua domanda è: non sono due concetti utili. Sono 2 concetti FONDAMENTALI.

Ma ti do anche la risposta lunga 🙂

Il fatto che ora (da un anno a questa parte o poco piu’) c’è chi dica il contrario è uno dei mali a cui porta la “guerra a chi ce l’ha piu lungo”.

Anche perché capita che un giorno si dice una cosa, dopo un po’ si ritorna sui propri passi e si dice l’esatto contrario credendo che chi ti segue sia talmente pollo da avere dimenticato cosa avevi detto in precedenza.

E’ vero: la gente dimentica. Ma anche no. Magari non sono proprio tutti storditi.

E magari anche se non si percepisce chiaramente il contrasto tra le due affermazioni e posizioni (perché dette in periodi distanti tra loro, o perché il contesto è leggermente differente) il potenziale cliente percepisce che “qualcosa non quadra”. Ma non riesce a capire cosa. Da qui nasce la confusione.

Spesso accade che qualcuno DICA che va fatta una cosa, che va implementata una certa strategia, che devi pensare e agire in un certo modo e critica pesantemente tutto il resto. Ma, se si va ad analizzare attentamente le sue azioni, spesso si scopre che quello che fa è esattamente ciò che ha criticato.

In questi casi è vero il detto: “Non fare quello che il prete dice. Fai quello che il prete fa”.

Anzi la versione più’ corretta è: “Non fare quello che il prete fa ORA: fai quello che ha fatto in passato per arrivare al punto in cui è ora“.

Molte volte si forzano i concetti con l’uso consapevole di generalizzazione, cancellazione e distorsione per portare acqua al proprio mulino.

Lo potrei fare anche io. Anzi: lo DOVREI fare anche io. Ma non ci riesco. Non mi piace andare contro la mia natura. Nè dire cazzate .

La Reason Why non è più di moda?

Per la “Reason Why” non so davvero chi è che abbia il coraggio di dire che non è “piu di moda” o che “non funziona piu”: non è un semplice strumento che diventa antiquato e che da un giorno all’altro puo’ essere o meno utilizzato o cambiato. E’ un concetto che risponde ad una esigenza della psiche umana: dare una giustificazione razionale alla decisione di acquistare.

Ogni acquisto ha una componente emozionale che poi viene giustificata a livello razionale: la Reason Why, “la ragione per cui” si dovrebbe acquistare, dà tutte le argomentazioni e le prove per dimostrare che il prodotto mantiene la promessa espressa nella pubblicita.

(Inoltre il significato è ancora piu ampio: per come la intendo io devi anche saper giustificare IL PERCHE’ fai una offerta, il perché fai un determinato sconto, il perché c’è quella particolare scadenza. Dare un motivo valido del perché fai una cosa.)

E’ la mente umana che funziona in questo modo. C’è poco da dire “ora non è piu cosi’”. In 30 anni non si cambia una pulsione fondamentale e ancestrale come quella dell’esigenza di giustificare razionalmente una azione.

Strategie di Marketing:
la USP non funziona più… Davvero ?

Per quanto riguarda la USP… Chiedilo a Dan Kennedy se è un concetto da tirare nel cesso. Cosi’ come a chiunque faccia Marketing a Risposta Diretta.

Ho risposto diverse volte a questa domanda anche nei commenti sul blog, soprattutto sulla sua relazione con il brand positioning.

Sia la USP sia il brand positioning servono per comunicare la tua promessa di vendita.

Diciamo che hanno molti punti in comune e sono concetti interconnessi tra loro. La differenza principale è il loro focus.

Parlando a livello di scuola, “Unicità” intesa come Unique Selling Proposition, cioè una frase che esprime ciò per cui sei unico, ha il focus principale sul prodotto/servizio/azienda.

Il che non significa che devi fare l’apologia di questi… Devi sempre comunicare avendo come protagonista il tuo potenziale cliente e ciò che interessa a lui.

E’ nata negli anni ’50/’60 , in un periodo in cui la concorrenza non era cosi’ agguerrita come oggi: parte dal prodotto e comunica i benefici che il cliente avra’ da quel prodotto, il problema che risolvera’, e comunica al cliente l’unicita’ della promessa di “come ti risolvo il problema”.

Il fondamento principale dell’efficacia dell’USP è che le persone, quando parlano di una azienda/prodotto/servizio, quando vedono una tua pubblicità o qualsiasi comunicazione di marketing, ricorderanno UNA cosa e una soltanto. Quella che risolve i loro problemi/bisogni. E tu devi comunicare evidenziando come questa “cosa” che ti rende unico risolverà i loro problemi, come soddisferà i loro bisogni.

Il Brand Positioning invece e’ un concetto nato successivamente, in un periodo in cui mercati, offerte e concorrenti si moltiplicavano in modo esponenziale.

Il focus del posizionamento e’ sulla concorrenza (e non sul prodotto): parte da cosa dice la concorrenza e da quali angoli di attacco ha lasciato scoperti, in modo tale che tu puoi posizionarti in modo differenziante come “il primo” in una determinata categoria (che puoi anche creare tu). Di conseguenza e’ analizzando la tua concorrenza che potrai decidere cosa puoi dire o non dire e come potrai differenziarti nella mente del cliente.

Quando si parla di posizionamento il discorso è spostato sulla concorrenza: è il tuo brand posizionato “contro” gli altri. Della serie “A differenza di tutti i nostri concorrenti, noi…..etc.etc.etc. E questo per il cliente significa [benefici]”

La teoria attuale contro la USP sostiene che non sia più tanto importante perchè, dato che il mercato si è “riempito” di concorrenti che cercano in tutti i modi di sotterrarti, quello che conta è il posizionamento contro la concorrenza per essere percepiti in modo differenziante.

Non sono daccordo con questa squalificazione della USP: perchè già nella definizione stessa di USP rientra la differenziazione.

Infatti se la USP è fatta bene, oltre a fornire un beneficio importante per il cliente, fornirà un beneficio che la concorrenza non è in grado di offrire, che attualmente non offre o che non comunica (differenziandoti, appunto) e sarà così forte da spingere all’acquisto.

Cioè nella USP si tiene conto sia dei clienti sia della concorrenza.

Ho approfondito il concetto in un webinar, l’anno scorso (che doveva essere di 1 ora e che alla fine è durato quasi 3 ore 😀 ) su come i due concetti vadano integrati:

Il posizionamento è un concetto più etereo e “fighetto” e ha un obiettivo a medio e lungo termine.

Ma l’imprenditore deve mangiare ogni giorno e non puo’ aspettare “gli effetti del posizionamento”. A questo punto interviene il Marketing a Risposta Diretta, più grezzo e rozzo che ha lo scopo di educare e vendere in tempi relativamente brevi.

E così come si è evoluto nel tempo il concetto di posizionamento, si è evoluta anche il significato e la funzione della USP.

Strategie di Marketing a Risposta Diretta

Percio’ ho dato una mia interpretazione di come utilizzare la USP e di come unirla con il posizionamento (credo che sia una mia intuizione, non l’ho sentita dire da nessuno fino ad ora) : la USP RENDE OPERATIVO IL POSIZIONAMENTO. E’ uno strumento che mette in pratica il posizionamento, per farlo funzionare nel breve termine.

Vanno fatti entrambi, ma il primo ha effetto nel breve termine. Il secondo nel lungo.

E utilizzando Strategie di Marketing a Risposta Diretta, comunichi il tuo messaggio differenziante mettendo la tua USP costantemente davanti ai tuoi clienti .

E lo comunichi a persone che ti seguono e che ti conoscono.

Questo significa che in questo modo, come “effetto secondario” del tuo marketing a risposta diretta, fai ANCHE brand positioning: costruirai il tuo brand nella mente delle persone che ti seguono.

E lo fai nel momento stesso in cui li stai attivando a “fare qualcosa”.

Parleremo di tutto questo al corso Marketing Automatico Live, che si terrà a Roma il 24-25-26 Marzo 2017: ci sarà una intera sezione dedicata a come creare la propria USP per emergere in modo netto dalla massa dei tuoi concorrenti e farti considerare come l’unica scelta possibile da parte dei tuoi potenziali clienti.

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Marketing a Risposta Diretta? No, pero' ci sono sputi, sangue e denti che cadono...

Finalmente ho visto una pubblicita’ in TV che ha un minimo di senso e non la mena con la storia della qualita’ ! Non e’ Marketing a Risposta Diretta ma e’ un passo avanti!

Finalmente una pubblicita’ in cui i geni del marketing “creativo” e della comunicazione “simpatica” sono stati fatti fuori (come meriterebbero) e in cui non usano pinguini, foche, orsi, uccellini parlanti, pupazzi o altre menate simili…

Premetto che e’ roba un po’ forte: percio’ se sei troppo sensibile e ti fanno schifo sputacchi vari con sangue e denti che cadono allora non continuare a leggere. Soprattutto se hai appena mangiato…

Se invece vuoi vedere come si fa per posizionarsi e differenziarsi in un settore ipersaturo, pieno come un uovo di concorrenti, come comunicare il proprio posizionamento in modo efficace, come riadattare il tutto alla tua attivita’ per spaccare il culo a quei passeri dei tuoi concorrenti e farti essere il primo nella mente dei tuoi clienti, allora accomodati.

(E anche se, come ti dicevo all’inizio, non e’ Marketing a Risposta Diretta, ci sono alcuni spunti interessanti che potrai “prendere e portare a casa”)

L’Errore che commette il pavone in amore.

m_pavone

Parliamo di dentifrici (ora ci arrivo, al pavone, non preoccuparti…).

Quante marche di dentifrici ti vengono in mente? Mentadent, Colgate, AZ, Antica Erboristeria, Acquafresh , Pasta del Capitano, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

Mercato ipersaturo con brand fortissime.

Nel 2013, Colgate-Palmolive si e’ preso il 44,9% del mercato mondiale dei dentifrici, più dei suoi tre principali concorrenti messi insieme, cioe’ P & G con il suo Crest (14,0%), seguito da Glaxo Smith Kline (12,8%) e Unilever (9,5%) (qui trovi diversi riferimenti in proposito):

Colgate e’ IL dentifricio per eccellenza, il N.1, il piu’ venduto al mondo.

Come si puo’ entrare in un mercato del genere? Un modo c’e’ e, paradossalmente, e’ proprio il leader che scopre le carte e presta il fianco: infatti piu’ la brand e’ grande, famosa, piu’ gonfia il petto come un pavone in amore e piu’ fa… Estensione di linea !

Cioe’ utilizza il suo stesso brand di successo, per introdurre nuovi prodotti in una linea di prodotto preesistente (cioè il brand rimane lo stesso, ma si “estende” la linea di prodotti)

Strategia che nel medio-lungo periodo e’ SEMPRE perdente: perche’ se e’ vero che in un primo breve lasso di tempo iniziale le vendite vanno su (perche’… “Mizzeca… E’ nuoooovo!!”; e tra l’altro neanche succede sempre cosi’), e’ anche vero che esaurita questa prima fase, si torna giu’ velocemente. Ma con un “piccolo” particolare: il brand e’ ormai “sbragato”, perche’ il prodotto con cui ha fatto estensione ha minato la credibilita’ e la fiducia che i consumatori e il mercato avevano dato a quel brand .

Perche’ se fino ad un giorno prima dicevi che “La nostra Marca X fa Questo “, il giorno dopo NON puoi dire “La nostra Marca X fa Questo… Ma anche Quello!”

Premesso che non e’ messa in discussione la sua supremazia, Colgate e’ un “generalista” nel settore dei dentifrici che fa “tutto per tutti”: ha un dentifricio contro la carie, uno per rimuovere le macchie, uno per avere una bocca piu’ sana, uno per neutralizzare gli acidi degli zuccheri, uno per le gengive sensibili, etc.etc.

Il problema e’ che li presenta tutti sotto lo stesso marchio. La mente non crede al fatto che ” Io ti faccio questo, E ANCHE questo, E ANCHE questo , E ANCHE questo”. La regola base del marketing e del branding e’ ” UNA brand = UN posizionamento”.

E questo e’ il fianco scoperto che ha Colgate (e che ha qualsiasi marca leader generalista).

Perche’ se ti serve un dentifricio, in generale pensi a Colgate e questo lo si e’ capito.

Ma se hai uno specifico problema, molto probabilmente un dentifricio che risolve SOLO quel problema, fara’ piu’ presa su di te e influenzera’ la tua scelta, magari un dentifricio venduto solo in farmacia e non nella grande distribuzione, magari che costa anche di piu’ rispetto al primo.

Perche’ lo vedi come specialista, lo percepisci come piu’ efficace, piu’ in grado di risolverti in modo preciso e focalizzato SOLO il problema che hai (e “se costa di piu’, sara’ perche’ quello che fa… lo fa davvero bene! La qualita’ si paga!”)

Quando uno specialista entra nel mercato contro un generalista, lo specialista vince (nella testa del cliente per quella specifica nicchia di mercato)

Tutto questo pippozzo per venire a bomba…

Guarda cosa ha fatto uno dei suoi competitor piu’ piccoli (Glaxo Smith Kline) per attaccare Colgate in un settore specifico:

Oppure, in una versione piu’ “forte” (i nostri amici stranieri sono piu’ resistenti di stomaco… )

Carino, eh?

“Ti capita di vedere del sangue quando ti lavi i denti? Se la risposta e’ Si’, c’e’ un problema perche’ potrebbe essere un segnale di disturbi gengivali, una delle principali cause che potrebbe portare anche alla perdita dei denti.”

Il “Sanguinamento delle gengive” secondo alcune ricerche di mercato comprende il 33% di tutti i problemi relativi ai denti ed e’ un enorme mercato ancora tutto da sfruttare.

Quindi Dentifricio = Colgate .

Ma Sanguinamento delle gengive = Parodontax.

Si e’ differenziato attaccando il leader generalista in una nicchia specifica.

Quali sono stati i passi principali che hanno messo in pratica per posizionare Parodontax ( e che dovrai seguire anche tu, ovviamente)?

1. BRAND

Hanno pensato bene di creare una nuova brand. Specifica SOLO per quel problema.

Da notare che GSK ha anche un altro dentifricio, il Sensodyne, per il problema delle gengive sensibili. CHE E’ UN ALTRO PROBLEMA rispetto alle gengive sanguinanti!

E giustamente ha un posizionamento, un nome ed una comunicazione differente.

Nota : se vai sul loro sito, a questa pagina trovi la loro linea di prodotti. Ovviamente questa NON e’ una estensione di linea. Perche’ il problema che risolvono e’ sempre lo stesso, il target e’ sempre lo stesso e il posizionamento e’ sempre lo stesso. E ti danno 3 prodotti che, insieme, potenziano la loro azione.

Diciamo che e’ un timido tentativo di fare un “bundling” (cioe’ creare un “pacchetto”) che risolve uno specifico problema (tentativo che potrebbe essere fatto molto meglio, utilizzando i principi del Marketing a Risposta Diretta, ma pazienza 🙂 )

CONCETTO CHIAVE N.1

Non fare estensione di linea quando vuoi entrare sul mercato con un nuovo prodotto, ma crea una nuova brand specializzata nel risolvere un GRANDE PROBLEMA di un determinato target.

Ricorda: se il target che scegli non ha un problema da risolvere… Il problema (e anche bello grosso) ce l’hai tu.

2. COMUNICAZIONE

Hai fatto caso a cosa dice Parodontax in tutte le sue comunicazioni?

” Ti capita di vedere del sangue quando ti lavi i denti? ”

” Aiuta a fermare il sanguinamento delle gengive ”

” Per chi vede del sangue quando si lava i denti ”

Ripete solo ed esclusivamente il suo posizionamento. Non si sposta di un millimetro da li’. Non dice cose “creative” o “simpatiche” o “allusive”.

La comunicazione non deve alludere a niente. Deve dire le cose come stanno.

Ovviamente da questo “parlare chiaro” ne viene fuori che ci saranno una marea di persone a cui non piacera’ questo modo di comunicare, che diranno che fa schifo, che l’ha visto mentre stava mangiando e gli e’ venuto un conato di vomito, che “i pubblicitari non sanno piu’ che inventarsi”, che “non potevano trovare una stronzata peggiore”, etc.etc.

E indovina chi e’ che dice queste cose? Esatto: chi NON HA il problema delle gengive che sanguinano.

Cioe’ persone che NON saranno mai clienti per Parodontax (ma magari per Sensodyne si’, altra marca di dentifrici per gengive sensibili della stessa casa madre, con altro posizionamento e altra comunicazione)

La comunicazione quando e’ efficace polarizza sempre il pubblico: da una parte c’e’ chi ti ama, dall’altra c’e’ chi ti odia. Non esiste via di mezzo.

O meglio… Esiste la via di mezzo. Che e’ la cosa peggiore che tu possa fare: avere un modo di comunicare sempre “politicamente corretto”, sciacquato, slavato, “professionale”, che non scontenta nessuno (un esempio un po’ offtopic ma per farti capire: in questo articolo di qualche tempo fa ho parlato di agenzie pubblicitarie… E qualcuno si e’ un po’ risentito… Pazienza 🙂 )

CONCETTO CHIAVE N.2

Comunica sempre, solo ed esclusivamente la tua idea differenziante:

  • Quale e’ il problema,
  • Come viene normalmente risolto dalla tua concorrenza (con soluzioni non idonee, inefficaci o dispendiose o non efficienti o che ti fanno perdere tempo, o che ti fanno perdere soldi etc.etc.etc.),
  • Come lo risolvi tu grazie al tuo posizionamento differenziante (cioe’ PERCHE’ ed IN COSA sei diverso da loro) ,
  • Come sara’ la loro situazione DOPO che avranno usato il tuo prodotto/servizio.

Il tutto senza mezzi termini, senza allargare il discorso, senza essere “creativo” o “simpatico” e senza avere paura di “offendere” (sempre nei limiti della decenza e della correttezza, ovviamente; usa il buon senso. Non lo dovrei neanche scrivere perche’ siamo tutti adulti vaccinati e pensanti)

Parafrasando Dan Kennedy: “Se non hai ancora fatto incazzare nessuno prima di mezzogiorno con la tua comunicazione, significa che la stai facendo male”

3. EDUCAZIONE

Guarda il sito web che hanno creato: a livello di informazioni e di educazione si potrebbe fare molto meglio ma diciamo che ci hanno provato. Molto “in nuce”, ma la direzione e’ corretta.

Ribadiscono il loro posizionamento, informano sul problema, forniscono indicazioni per “prendersi cura delle gengive”, hanno un questionario (un po’ nascosto nel sito, non collegato alle pagine principali e non semplice da trovare) per valutare lo stato di salute delle gengive, educano e fanno mettere il tarlo al visitatore facendogli chiedere “Potrei avere un disturbo gengivale?” , oppure “Sono a rischio?” (per le donne in gravidanza, per chi fuma o e’ diabetico).

Una delle cosa interessanti che fa, a livello di comunicazione e’ quello che si chiama “prendere il proprio punto debole e farlo diventare un punto di forza”.

Fai attenzione perche’ questo e’ molto importante.

Quale e’ il punto debole di Parodontax? Il SAPORE. Sembra che faccia veramente schifo. E questo e’ un GROSSO problema per un dentifricio!

Come l’hanno risolto?

Hanno educato il target al fatto che il sapore e’ dovuto alla specifica formulazione utilizzata, con ingredienti specifici ad alta concentrazione. Questo “rende il gusto particolare tanto che potrebbe essere necessario un breve periodo di prova per apprezzarlo. Una volta che ci si è abituati però, difficilmente si potrà tornare indietro.”

Cioe’: PROPRIO PERCHE’ ha quel sapore particolare… FUNZIONA!

Senti cosa dice una persona che ha lasciato la propria testimonianza sul prodotto:

“La prima volta che lo metti in bocca ti viene voglia di sputarlo immediatamente perché veramente troppo salato.

Guardando poi sulla scatola, questa è una caratteristica del prodotto. Infatti, sullo scatolino che contiene il tubicino di dentifricio sono raffigurate 3 simpatiche faccette che illustrano i tempi per abituarti al prodotto.

Nello specifico:

  • Da 1-7 giorni faccino triste rosso con sotto scritto: gusto salino, bisogna abituarsi;
  • 8-14 giorni faccino giallo sorridente: reazione positiva il gusto è ora familiare;
  • 15 giorni e più faccino verde sorridente gusto ottimo, estrema sensazione di freschezza.

Io l’ho comprato da una settimana ma non lo sto usando tutti i giorni perché non riesco ancora ad abituarmi al sapore. Specialmente dopo pranzo mi disgusta lavarmi con questo dentifricio, tuttavia devo ammettere che da quando lo uso, le gengive non sanguinano e i denti appaiono davvero puliti e lisci.

Spero di abituarmi presto al sapore.”

Opera di educazione e di comparazione rispetto ai concorrenti.

Educando in questo modo, il loro punto di debolezza diventa una dimostrazione del loro punto differenziante: PROPRIO PERCHE’ nessun altro ha questo sapore, significa che gli altri non sono efficaci, perche’ non hanno quelle determinate formulazioni che sono le uniche che risolvono il problema.

CONCETTO CHIAVE N.3

Educa il tuo potenziale cliente in target. Presentagli il problema e informalo sulle possibili conseguenze del “non fare nulla”.

Educalo a scegliere te rispetto ai tuoi concorrenti e informalo sulle possibili conseguenze se “scelgono i tuoi concorrenti”.

Se hai un punto debole, trova il modo di utilizzarlo a tuo favore, in modo tale che il tuo posizionamento differenziante venga rinforzato.

Cosa potrebbe essere migliorato

(e che tu puoi, anzi DEVI applicare nella tua attivita’).

La modalita’ con cui viene presentato Parodontax e’ “Direct Response”?

Ovviamente NO. La logica e’ sempre quella della grande azienda multinazionale: pubblicita’ di brand.

E’ giusto il posizionamento, e’ giusto il modo di comunicarlo, e’ giusta l’opera di educazione che fanno (potrebbe essere fatta molto meglio) MA TU, piccolo imprenditore o professionista, non ti puoi permettere di fermarti qui e fare solo queste cose e soprattutto non puoi permetterti di investire vagonate di milioni per fare pubblicita’ a tappeto a livello nazionale, per sperare che poi qualcuno ti si ricordi.

Tu devi aggiungere a tutto questo anche la parte di creazione dell’offerta e di ATTIVAZIONE del contatto che non e’ contemplata dalla pubblicita’ di immagine.

Utilizzando il Marketing a Risposta Diretta.

Dal punto di vista di Marketing a Risposta Diretta nell’esempio che ti ho risportato su manca praticamente tutto cio’ che rende “Direct Response” queste comunicazioni:

– NIENTE LEAD GENERATION

Ne’ sul sito ne’ sulla pubblicita’ istituzionale non si preoccupano minimamente di acquisire i dati di contatto delle persone potenzialmente interessate.

Potrebbero regalare un kit di prova in cambio dell’indirizzo di contatto (indirizzo fisico ed email), in modo tale da ricontattare le persone che si sono dimostrate interessate con mailing cartaceo, email marketing, followup informativi successivi.

Potrebbero anche solo regalare un report informativo in cambio dell’indirizzo email.

– NESSUNA OFFERTA SPECIFICA

Viene presentato solo il prodotto. Invece fare una offerta specifica significa “impacchettare” il tutto aumentando il valore percepito dell’offerta.

Inserendo ad esempio materiale informativo o bonus omaggi o visite dentistiche gratuite, convenzionandosi a livello nazionale con associazioni di categoria, o fornire gratis il colluttorio e lo spazzolino della loro linea, che poi i clienti potrebbero riacquistare come prodotti di back end successivi.

– NESSUNA SCADENZA NE’ SCARSITA’ (proprio perche’ non c’e’ una offerta specifica ma solo la presentazione del prodotto e basta)

– NESSUNA CALL TO ACTION (non essendoci una offerta e non facendo lead generation): “Chiama subito il Numero Verde 800.12.34.567 e lascia i tuoi dati per….” , oppure “Inserisci la tua email per ricevere gratis…..”

– NESSUNA POSSIBILITA’ DI TRACCIARE NE’ MISURARE L’EFFETTIVA EFFICACIA DELLA RISPOSTA

Cioe’ quanti clienti porta la campagna e da dove sono arrivati.

Il fatto se funzioni o no lo vedono nei dati complessivi di vendite dopo aver investito una barca di milioni in diversi tipi di mezzi (TV, Radio, Giornali, Sito web, etc.) e dopo diversi mesi di pubblicazioni e spot.

E NON SANNO cosa ha funzionato di piu’ e cosa no (e l’utilita’ di avere queste informazioni e’ ovvia: quando sai quali mezzi funzionano di piu’ e ti portano realmente clienti, puoi decidere su quali investire e su quali non investire, focalizzando al massimo i tuoi soldi solo su cio’ che funziona)

Insomma: tu (con le dovute proporzioni in scala e applicando cio’ che dico e insegno da anni nel Sistema del Marketing Automatico) puoi ideare e mettere in pratica campagne di Marketing a Risposta Diretta molto piu’ efficaci rispetto a qualsiasi campagna di immagine e a qualsiasi “genialata” ti possa proporre una agenzia pubblicitaria o un “Creativo che fa cose fighe”…

Perche’ l’unica cosa che conta sono i soldi che metti in tasca: e per saperlo con precisione devi poter misurare e tracciare.

E soprattutto per far si’ che i soldi realmente ti arrivino nelle tue tasche devi ATTIVARE il cliente a “muovere il culo” e a fare l’azione che vuoi che faccia (che sia comprare, telefonare per chiedere maggiori informazioni, lasciare i dati, etc.).

Il tutto senza spendere milioni e con una % di vendite rispetto ai contatti raggiunti dalle tue comunicazioni molto piu’ alta.

Quindi per finire il discorso, se ti stai domandando “Ma allora non e’ importante il brand?” ti rispondo in modo molto preciso: certo che e’ importante, anzi e’ fondamentale. Quello che invece devi capire e’ che devi cambiare il modo con cui lo devi comunicare.

Perche’ facendo campagne di Marketing a Risposta Diretta, costruisci il tuo brand non piu’ con messaggi sparati nel mucchio in modo passivo, a gente disinteressata e distratta, sperando di trovare qualcuno in target che noti la tua comunicazione.

Con il Marketing a Risposta Diretta…

… Costruisci il tuo brand NEL MOMENTO STESSO in cui chiedi al potenziale cliente (che hai selezionato prima come “in target”, interessato)
di ATTIVARSI e COMPRARE.

NO IMMAGINE. NO MUCCHIO. NO DISTRAZIONE.

SI’ TARGET. SI’ FOCALIZZAZIONE. SI’ ATTIVAZIONE.

Quindi in definitiva, per noi pesci piccoli, SI BRANDING tutta la vita (ovviamente), ma creato con campagne di Marketing a Risposta Diretta e non con campagne di immagine.

Alla prossima!

P.S.: e ora, ovviamente (senno’ non ci sarebbe la Call to Action… Almeno un elemento di Direct Marketing lo devo mettere, senno’ mi prudono le mani), per scoprire come puoi creare in autonomia campagne di Marketing A Risposta Diretta che educano i tuoi potenziali clienti alla tua idea differenziante e li ATTIVANO ad acquistare solo e soltanto da te. clicca qui e acquista il Sistema del Marketing Automatico.

 

Strategie di Marketing: offerte che non funzionano

segrate

Una delle Strategie di Marketing piu’ in voga del momento… Purtroppo.

L’Offerta “Abbracadabbra” e’ la tipica offerta che dovrebbe cambiare “magicamente” le sorti della tua attivita’, che ti risolleverebbe da una situazione di stallo o di perdita finanziaria, che “Se solo riuscissi ad avere un po’ di clienti in piu’ ” la situazione cambierebbe.

Ma non e’ cosi’.

Nella maggior parte dei casi, non e’ sufficiente una “Offerta” con i contro-cojones, ne’ un semplice consiglio, ne’ un semplice spunto (come mi chiedono sempre piu’ spesso da un po’ di tempo a questa parte)

Per illustrarti meglio il concetto ho preparato un video per te. Buona Visione!

Strategie di Marketing:
l’Offerta “Abbbbracadabbbra”

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di Direct Response Marketing!

strategie-di-marketing-che-casino

Gia’… Nel “mare magnum” delle proposte che si trovano sul web,  scegliere cosa fare, quali consigli seguire per impostare le giuste strategie di marketing per la propria attivita’ (sia essa una azienda, un negozio, una attivita’ da libero professionista etc.etc.) e’ perlomeno disorientante…

Si ha sempre paura della “fregatura” o comunque di fare errori (come questi: clicca qui) che potrebbero avere conseguenze negative.

A tal proposito e’ arrivato un commento che mi faceva presente proprio questo problema, condiviso da molti  (ringrazio Maurizio per aver focalizzato l’attenzione su questo punto).

Credo che la risposta che ho fornito sia abbastanza interessante.

Necessariamente io NON sono neutrale nella mia risposta (chiederesti mai all’oste se il suo vino e’ buono? 🙂 ).

Spero pero’ di fornirti qualche consiglio utile che ti dia una idea dei criteri oggettivi da adottare quando stai decidendo “di chi fidarti” o meno.

Ecco qui…

Riguardo al precedente articolo (“Vuoi Acquisire Nuovi Clienti Senza Buttare Via I Tuoi Soldi? Impara come fare una Campagna Marketing a Risposta Diretta e a conoscere i “numeri” della tua attivita’”) Maurizio mi dice:

“Ciò che ho letto è ovviamente molto interessante.

Il mio problema è che ho confusione, perchè mi arrivano continuamente diverse email, da altri tuoi competitor, che in un modo o l’altro comunicano le stesse cose.

Come dicevo tutto ciò crea confusione su quale sia la scelta migliore e più affidabile.

Inoltre mi sembra di capire che applicare poi il tutto non sia uno scherzo: non che voglio tutto subito e in modo facile ma considerato che ho la mia routine quotidiana con la quale devo pagare 10 dipendenti…”

Questa e’ stata la mia risposta:

<< Ciao Maurizio,

ottime osservazioni e considerazioni.

“Mi arrivano continuamente diverse email, da altri tuoi competitor, che in un modo o l’altro comunicano le stesse cose”

Sicuro? I concetti di marketing sono quelli, ma ognuno li declina e li esprime secondo la propria visione, le proprie competenze ed esperienze, secondo la propria personalita’ ed unicita’.

Ad es. chi altro, oltre a me, ti fornisce un sistema completo per “organizzare la tua attivita’ per vendere di piu’ ai tuoi clienti, a prezzi piu’ alti ed in modo ripetuto nel tempo” in modo tale da “aumentare il valore dei tuoi clienti nel tempo”?

Quello che propongo non e’ la stessa cosa di “acquisire clienti”, o “acquisire clienti online” o “utilizzare Internet per la tua Azienda” o un generico “guadagnare di piu’”.

Oppure: chi ti da’ un sistema completo, l’architettura di marketing che puoi applicare anche OFFLINE, quindi anche per un negozio, una attivita’ professionale, un centro benessere, una palestra, etc.etc. (campagne di mailing cartaceo con lettere e/o cartoline promozionali, sequenze di ricontatto, come fare campagne referrall per “spingere” il passaparola, come utilizzare gli stessi clienti per aumentare le tua credibilita’ etc.etc.)

Che io sappia… Nessuno oltre a me.

(Vabbe’… mi sto facendo pubblicita’ spudorata… ma e’ per farti comprendere al meglio il concetto)

Per eliminare la confusione devi analizzare bene cio’ che e’ utile per te:

– cio’ di cui hai bisogno in questo momento,

– analizzare bene le differenze nelle diverse proposte,

– scegliere di chi fidarti o meno, basandoti sia sui contenuti che ti propone sia sulla sensazione “a pelle” che ti da’ 🙂

Per esperienza ti dico che, da un certo livello in poi, le proposte e i sistemi presentati sono validi (se li applichi… ovvio) ma dipende da cosa hai bisogno tu.

Oltre a comprare un prodotto per tuo studio e piacere personale e per espandere le tue competenze, la validita’ ed applicabilita’ pratica e’ direttamente proporzionale a cio’ che serve a te.

“Mi sembra di capire che applicare poi il tutto non sia uno scherzo, no che voglio tutto subito e in modo facile ma considerato che ho la mia routine quotidiana con la quale devo pagare 10 dipendenti…”.

Hai ragione: non e’ uno scherzo e non e’ un evento che accade “tutto e subito”.

Ricordati che si sta parlando di strutturare il marketing per una attivita’.

E che e’ una cosa essenziale ed imprescindibile (che purtroppo, soprattutto in Italia, in pochi fanno…) per far rendere l’attivita’ profittevole nel tempo.

Non stiamo parlando di “trucchetti” o semplici, singole tecniche…

L’applicazione del “Sistema” ha bisogno di impegno, studio, implementazione pratica, test ed e’ un processo che si sviluppa e si modifica nel tempo (ma secondo una precisa direzione e con una guida).

Non e’ un sistema “push button”…

Un sistema in cui “premi il bottone e via” per organizzare il marketing di una attivita’ non esiste (checche’ ne dicano in giro per convincerti a comprare).

Devi prima lavorare per costruirlo. DURANTE E DOPO questo lavoro vedrai i risultati. E questo e’ piu’ un discorso di mentalita’ imprenditoriale 🙂

Ti invito a riflettere sull’ultima affermazione che hai fatto: la tua routine quotidiana per pagare 10 dipendenti, quindi il focus sulle “cose da fare” deve essere proprio quello di occuparti del marketing della tua attivita’ e di applicare il “Sistema“, rendendolo il piu’ indipendente possibile da te e dal tuo lavoro personale…

(Michael Gerbert: “Lavora SULLA tua attivita’, non NELLA tua attivita’”)

Spero di averti dato spunti utili 🙂

A presto
Ermes >>

Sarebbe interessante aprire una discussione su questo tema…

La butto li’ con una unica e semplice domanda:

che criteri usi quando devi decidere se “fidarti” o meno, se una proposta di marketing, o un prodotto, o un servizio, insomma se le cose che ti vengono proposte per migliorare i risultati della tua attivita’  sono vere, fattibili e concrete?

Sei libero di lasciare una tua opinione nei commenti qui sotto.

P.S.: Alcuni suggerimenti interessanti per evitare errori nella costruzione del tuo “Sistema” li trovi nel mio Video Corso Gratuito di Direct Response Marketing (clicca qui per accedervi)

Questo e’ un articolo speciale…

Non tanto per la lunghezza (vedrai… andro’ subito al nocciolo) quanto per i contenuti.

Ti daro’ un suggerimento che, tra tutte le strategie di Marketing Automatico, si rivela essere molto efficace, sia perche’ porta CASH (soldi liquidi) nelle casse della tua attivita’, sia perche’ per metterlo in pratica NON devi spendere soldi per acquisire nuovi clienti (e si sa che i costi di acquisizione di nuovi clienti oggi sono aumentati a dismisura) e ottenere profitti in breve tempo.

Nonostante questa pratica abbia questi 2 grossi e innegabili vantaggi e sia veloce e semplice da attuare, la maggior parte delle piccole attivita’ e dei liberi professionisti, stranamente e semplicemente, NON LA TIENE MINIMAMENTE IN CONSIDERAZIONE !

Di cosa sto parlando?

Di RI-considerare di piu’ un asset fondamentale e molto remunerativo per qualsiasi attivita’, e cioe’

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Strategie di Marketing per vendere un prodotto o servizio

Ciao da Ermes !

Eccoci di nuovo qui a parlare di Strategie di Marketing per vendere un prodotto o un servizio, di Unicita’ e di Posizionamento sul Mercato.

Per fare questo in modo piu’ concreto, credo che riportare qui sul blog le risposte ai dubbi e alle domande piu’ interessanti che mi arrivano sia utile, oltre che per chi le pone, anche per te e per tutti i lettori del blog, perche’ potresti trovare degli spunti e delle idee utili da poter riadattare anche alla tua situazione.

A questo proposito voglio farti leggere un commento molto interessante che mi e’ arrivato.

Mi scrive un amico lettore che sta seguendo i video gratuiti che precedono il Seminario “I Segreti del Marketing Automatico” e la possibilita’ di entrare nel Clan del Marketing Automatico (e penso che sia un commento che denota anche l’alto livello del pubblico di questo blog  e la forte voglia di “cambiare in meglio la propria situazione”) .

Eccolo qui:

“Ciao Ermes

ti dico la verità,  sono certo che prima o poi accetterò, ma ancora non ho digerito il fatto che l’attività che io svolgo come libero professionista possa essere paragonata ad un qualsiasi altro prodotto.

Ti dico ancora di più, sto ancora cercando l’unicità di cui tu parli ma nel mio campo “Architettura” ancora non sono riuscito a scovarla.

Il settore è talmente fuori dai mercati tradizionali che non ho ancora capito da dove iniziare eventualmente con il tuo metodo.  Forse lo guardo in maniera sbagliata.

Sicuramente mi sottovaluto, come fai capire fra le righe te nei tuoi filmati, e quindi do per scontato tante cose che per me sono normali mentre per altri no.

Dammi qualche dritta su come hanno risolto il primo step alcuni dei miei colleghi che si sono rivolti a te. Se li trovi parte subito la sottoscrizione.

Sono impantanato.

Ciao”

Ed ecco la mia risposta:

“Grazie per il tuo commento e per la tua schiettezza e sincerita’.

Mi piace in particolare la frase

“Non ho digerito il fatto che l’attività che io svolgo come libero professionista
possa essere paragonata ad un qualsiasi altro prodotto”

Mi piace perche’ credo di capire cosa intendi: essendo anche un musicista, oltre che un marketer, ho anche un po’ la mentalita’ dell’artista.

L’architetto vede la propria attivita’ come Arte (nota la A maiuscola ) e vede difficile, se non impossibile, trovare un punto di incontro tra creativita’ e marketing

Tutto cio’ che e’ coinvolto nella creazione artistica SEMBRA essere inconciliabile con la mera razionalita’ e la apparente “standardizzazione” delle procedure richieste per commercializzare la propria creativita’.

“Sembra essere inconciliabile”: nota il “SEMBRA”…

Il punto sta proprio qui:

  • una cosa e’ cio’ che fai (in questo caso: Arte);
  • altra cosa, completamente differente e necessaria, sono le azioni che fai per proporla, per fare in modo che venga apprezzata e, possibilmente, acquistata.

Secondo me, nel tuo caso, l’utilizzo del “Sistema del Marketing Automatico”  potrebbe servire per utilizzare

  • sia Internet (blog, creazione di liste di contatti, email marketing, ricerca di mercato per vedere come sono posizionati i tuoi concorrenti, etc),
  • sia le tecniche di Direct Marketing Offline (ad es: lettere e mailing cartaceo)
  • sia la Comunicazione Persuasiva.

Tutto per attuare quello che si chiama “Personal Brand”, cioe’ per posizionare te, prima che i tuoi servizi e la tua arte, come un esperto nella mente del tuo pubblico e dei tuoi potenziali clienti.

Come risolvere questo primo step non e’ un “Evento” che accade dall’ oggi al domani: e’ invece un “Processo” in perenne evoluzione, e che richiede costanza e test, per trovare quali punti specifici considerare per creare la tua differenziazione.

E’ praticamente impossibile (soprattutto in un commento sul blog ) darti la risposta su due piedi, perche’ la risposta la devi trovare principalmente tu:

  • Attraverso feedback e una continua conversazione con il tuo pubblico e i tuoi clienti: devi capire soprattutto cosa apprezzano di piu’ di te e del tuo lavoro (e che magari tu, come giustamente dici, dai per scontato perche’ per te “e’ normale che sia cosi”)
  • Attraverso uno studio di come si propongono i tuoi concorrenti: su cosa puntano e individuare invece come tu potresti entrare in modo piu’ efficace nella mente del pubblico rispetto a loro;
  • Con una “presenza” continua nella mente del tuo pubblico (nota come ricorre sempre questo concetto di “posizionarsi nella mente”)

E, molto importante, devi avere un modo e un sistema per EDUCARE i tuoi potenziali clienti a scegliere proprio te; possibilmente un sistema che NON utilizzi il tuo tempo e che faccia questa opera di educazione, almeno nel primo approccio che hanno con te, non in modo “Uno a Uno”, ma in modo “Uno a molti” (guarda come faccio io…)

Come fare tutto cio’ in modo Sequenziale ed Ordinato?

Ma naturalmente acquistando il Sistema del Marketing Automatico e riadattandolo per te…

Ah ah ah … (era un assist troppo facile che non potevo non fare 🙂 )

A parte gli scherzi, tutto questo lavoro lo puoi iniziare a fare indipendentemente dal fatto che acquisti o meno il “Sistema”.

Ho avuto Architetti che hanno acquistato il Sistema. Non ho lavorato direttamente con loro ma i giudizi che hanno dato sul “Sistema” sono stati piu’ che positivi: mi hanno confermato che i contenuti sono validi e interessanti e stanno mettendo in pratica e riadattando.

E’ ovvio  comprensibile che all’inizio non e’ semplice ed immediato. Non lo e’ stato neanche per me.

Ma per tutte le cose nuove e’ cosi’. Devi cambiare modo di ragionare e di proporti.

Con la pratica diventa sempre piu’ semplice.

E soprattutto sempre piu’ efficace (soprattutto quando hai un percorso preciso da seguire) :-))

Ho lavorato invece a stretto contatto con diversi altri professionisti : consulenti in diversi settori, psicologi, designer, consulenti di immagine, musicisti (io per primo ) e molte altre figure professionali, che hanno applicato e stanno applicando il sistema.

E, anche se ognuno con le proprie competenze e conoscenze specifiche, le procedure che stanno mettendo in campo sono “standard”.

Il tuo atteggiamento mentale, nel considerare di utilizzare tecniche di marketing (e piu’ nello specifico di Direct Marketing) per proporti, e’ settato ancora nella modalita’ “IL MIO SETTORE E’ DIFFERENTE DAGLI ALTRI” .

Ma non e’ cosi’…

Come ho spiegato nel video-seminario…

Il tuo Settore e’ DIFFERENTE si’, ma solo per I CONTENUTI e per cio’ che proponi.

Invece il tuo settore  NON e’ differente dagli altri:

  • nell’ARCHITETTURA (giusto per rimanere in tema 🙂 ) nella quale inserire questi contenuti;
  • nelle COSE DA FARE per proporti,
  • nel modo di fare OFFERTE, negli elementi generali che costituiscono una offerta efficace (headline, benefici, bonus, scarsita’, etc)
  • nel come strutturare un SISTEMA DI OFFERTE per aumentare il valore di ogni cliente nel tempo (e queste offerte possono riguardare consulenze, prodotti, servizi, info-prodotti, etc).

Quello che voglio che sia chiaro e’ questo concetto (e lo scrivo in rosso per fartelo stampare bene in mente 🙂 ):

Non serve o non basta essere
“il Migliore” o Il Piu’ Bravo”.

Devi anche comunicarlo e proporlo
nel modo giusto altrimenti in pochi
lo sapranno (e ancora meno compreranno).

Ed e’ principalmente per questa motivazione che ho ideato un sistema “standard” da poter applicare e riadattare in qualsiasi attivita’: sta a te poi personalizzare il tutto e soprattutto avere la costanza di portarlo avanti e migliorarlo.

Quello che propongo non e’ “la via facile e senza sforzo” (che predicano in molti ma che NON ESISTE), non c’e’ nessuna bacchetta magica: e’ un modo diverso di ragionare, di proporti sul mercato e di lavorare che porta risultati stabili e duraturi.

A presto

Ermes”

P.S.: Se vuoi, puoi approfondire queste tematiche guardando questa serie di video gratuiti che ho preparato per te.

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Eccoci qui con una notizia molto importante!

Riaprono, dopo 3 mesi e mezzo, le iscrizioni al Clan del Marketing Automatico, il primo ed unico percorso step by step per  imprenditori, liberi professionisti, per chi e’ in business o sta per entrare in business con un nuovo prodotto o servizio, in cui  scoprirai come utilizzare il Direct Response Marketing in modo profittevole per la tua attivita’ per:

  • acquisire nuovi clienti,
  • vendere loro di piu’ e a prezzi piu’ alti,
  • aumentare  il valore di ogni singolo cliente nel tempo
  • crearti la tua Unicita’ e sbaragliare la concorrenza
  • risparmiare in pubblicita’
  • utilizzare un tipo di comunicazione piu’ persuasiva per convincere il tuo

    Read More…

Ciao,

oggi voglio comunicarti due cose,molto brevemente (se la prima di queste due e’ ormai per te “roba vecchia” , passa direttamente alla seconda 🙂 )

1° COMUNICAZIONE:
Se mi segui da un po’ di tempo e ancora non hai scaricato il Video-Seminario Gratuito di 1 ora e 45 minuti “I Segreti del Marketing Automatico”… NON SAI COSA TI STAI PERDENDO 🙂

Scaricalo subito cliccando su questo link: il video seminario (in “gergo” si chiama webinar) e’ pieno zeppo di contenuti e strategie di marketing per aziende, liberi professionisti, per chi e’ in business o vuole entrare in business con un nuovo prodotto o servizio.

2° COMUNICAZIONE:
Ci sono interessanti novita’ sul Clan del Marketing Automatico… indovina un po’ ?

Anche qui… se non sai cosa sia “Il Clan” … NON SAI COSA TI STAI PERDENDO 🙂 (odio essere ripetitivo, ma quando ci vuole… ci vuole 🙂

Guarda questo breve video:

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Strano vero?

In genere si parla sempre di strategie di marketing per acquisire nuovi clienti 🙂

In questo breve video invece ti parlero’ di strategie di marketing che ti fanno PERDERE clienti, che molte aziende ed attivita’ applicano senza accorgersene (spesso si parla sempre di quello che bisognerebbe fare e troppo poco di quello che NON bisognerebbe fare 🙂 )

Sono solo considerazioni personali, basate su una “storiella” che mi e’ capitata, ma spero che ricaverai comunque qualche spunto utile per te.

Ecco il video:

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Il prezzo basso e’  una delle soluzioni piu’ adottate per cercare di acquisire piu’ clienti.

Soprattutto in tempi difficili, di crisi , come sembrano essere quelli attuali.

Se visto in ottica di acquisire il cliente, farlo entrare in contatto con noi, e vendergli poi prodotti e servizi a costi piu’ alti, allora utilizzare un prezzo basso e’ una scelta giusta, perche’  rendi facile il primo passo per il cliente verso di te.

Utilizzato in questo modo, il prezzo basso e’ uno “strumento di marketing” molto potente e deve  essere utilizzato nell’ambito di una strategia di marketing e di una visione molto piu’ ampia.

Il problema e’ che non viene utilizzato in quanto tale (cioe’ come semplice strumento da implementare INSIEME ad altre strategie di marketing) ma nella maggior parte dei casi come “la soluzione veloce” per cercare di migliorare la propria offerta, per cercare di essere piu’ competitivi e per battere la concorrenza.

E’ la piu’ veloce, certo… ma e’ la migliore soluzione?

O meglio… e’ una soluzione?

Se scegli questa “pseudo-soluzione”, guarda a cosa vai incontro abbassando i

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