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siti-aziendali-labirinto-1Una esperienza abbastanza recente e diretta sull’analisi di alcuni siti aziendali mi ha fatto riflettere molto e mi ha dato lo spunto per scrivere questo articolo. Ti anticipo che sono abbastanza arrabbiato perche’ questa “esperienza” mi ha fatto perdere un mucchio di tempo (e ora capirai il perche’) …

Prima di tutto ti chiedo: a cosa servono i siti aziendali ?

La maggior parte delle persone a cui ho rivolto questa domanda mi ha sempre risposto: ” A presentare l’ azienda, a fare in modo che sia su Internet, cosi’ da sfruttare il web per vendere ”

Sbagliato !

L’unico scopo per cui un sito aziendale deve essere costruito (a meno che non sia un ecommerce, e’ ovvio) e’ quello di “acquisire contatti targettizzati“: dovrebbe essere un “generatore automatico di leads“…

E questo non lo capisce nessuno…

Non lo capiscono le aziende che spendono 2000-3000 euro o piu’ per farsi fare un sito aziendale in flash di 15 pagine, tutte belle lampeggianti o con effetti particolari, “fichissimi”,  con la musica che attacca a tutto volume quando si apre la pagina (e che fa scappare i visitatori) …

Non lo capiscono le web agency (o almeno la maggior parte…) che continuano a consigliare ai clienti siti aziendali in cui tutto c’e’ tranne che una cosa fondamentale: l’ usabilita’, la facilita’ di interazione tra il navigatore ed il sito…

Pochi giorni fa ho dovuto fare una ricerca e una analisi di mercato in un settore molto competitivo per capire come erano strutturati i siti e per contattarne alcuni in particolare…

Bene… nella maggior parte dei casi, c’ho messo almeno 15 minuti a sito solo per riuscire a capire cosa offrissero nello specifico e dove fosse  il form di contatto o la pagina di contatto!

Peccato che un navigatore che capita sul tuo sito ci rimane circa 5 – 7 secondi per capire se tu fai al caso suo oppure no …

Se deve metterci 15 minuti solo per capire come puo’ contattarti, anche se e’ interessato a cio’ che proponi, se ne va e cerca qualcun’ altro.

Quindi cosa posso consigliarti per il tuo sito aziendale ?

Principalmente 3 cose:

1- Utilizza un Blog invece di un sito aziendale statico (o almeno affiancalo al sito): il blog si posiziona meglio, e’ piu’ facile da gestire, puoi interagire meglio con il tuo pubblico, puoi comunicare che dietro la tua azienda c’e’ una persona “umana”, puoi crearti una tua “comunita’” online che ti segue e ti apprezza e che ti prendera’ in considerazione per un eventuale acquisto.

2- Se proprio non vuoi utilizzare un blog e sei affezionato al tuo sito 🙂 cerca di rendere il piu’ semplice possibile l’esperienza dell’utente : fai capire subito cosa proponi utilizzando un linguaggio chiaro e semplice (niente “aziendalese” o autocelebrazione della tua azienda).

Al tuo navigatore non interessa chi sei ma cosa puoi fare per lui in concreto, senza fronzoli e parole vuote.

3- Rendi chiaro e semplice e soprattutto “for dummies” (cioe’ a prova di stupido)  le modalita’ con cui il visitatore puo’ contattarti (link ai contatti, telefono, email, skype etc.)

E , ultimo prezioso suggerimento, DIGLI COSA VUOI CHE FACCIA !

Ad esempio: “se vuoi sapere come acquisire piu’ clienti e come aumentare il profitto della tua azienda su Internet scarica questo Special Report Gratuito, cliccando su questo link !

Capito il concetto ? 🙂

Ciao ciao

Ermes

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10 comments

  1. Ciao Ermes mi sento tirato in causa in quanto realizzo siti internet concordo con quanto dici, dall’idea che mi sono fatto guardandomi in giro il problema principale è di comunicazione.
    Sono dell’idea che molte aziende non sanno comunicare con i loro clienti, non capiscono le loro esigenze e non vogliono capire che l’attore non è il loro prodotto ma il cliente, non parlo solo dei siti, ma di tutti i canali che internet mette a disposizione.
    Qualche mese fa ho provato a fare delle richieste a delle web agency per vedere come si comportava la mia concorrenza nella fase di primo contatto, per selezionarne una decina ci ho messo un pomeriggio non trovavo elementi di differenziazione tra una e l’altra, mi sembravano tutti uguali, e sto solo parlando dei testi dei siti. Magari adesso guardi il mio sito e ti metti a ridere, non mi faccio problemi, perché non sono il migliore sono uno tra i tanti. Però cerco di capire quali sono i processi mentali che stanno dietro ad una scelta di una persona, bisogna agire su questi, non sugli effetti speciali, questo vale anche per i blog.
    Quello che dici sul fatto che gli utenti si perdono sul sito internet è vero, ma è anche vero che ci sono tutti gli strumenti per monitorare un sito internet e capire cosa fa il visitatore in tempo reale. Di conseguenza prendere i provvedimenti del caso, che potrebbero essere delle piccolezze, e qui a mio avviso salta fuori il problema sulle statistiche dei siti, le aziende si soffermano a dire ho x accessi al mese, senza calcolare le percentuali di rimbalzo se sono alte o basse, e se le percentuali di conversioni sono accettabili o si possono migliorare.
    Mi fermo qua ma potrei andare molto più in la…

  2. Il problema di base è che le aziende non vogliono proprio comunicare sul Web. La scelta di un sito (scusami Luca) parte da una loro ignoranza.

    Non conoscendo le dinamiche di Internet pensano che un sito possa soddisfare la loro richiesta di “visibilità”.

    Molte Web agency “ingannano” queste aziende con il “giochino” della posizione con il nome della società (e grazie!!).

    Vi assicuro, che non è assolutamente una questione di essere piccole o grande realtà commerciali.

    Altro aspetto è la svogliatezza. Il blog aziendale per il 90% è la migliore delle soluzioni, ma richiede un lavoro costante…e chi glielo dice? 🙂

    Prendete le pagine fan di Facebook: nessuna che instauri una comunicazione con gli utenti (fan). Zero coinvolgimento!

  3. @ Enrico:
    Ciao Enrico… purtroppo il tuo commento non e’ completo (e’ arrivato cosi’… nessuna censura da parte mia 🙂 )

    Se vuoi completarlo noi siamo qui 🙂

    @ Luca e Alessandro (a proposito…ciao Alessandro e’ un piacere averti qui tra noi, e’ un bel po’ di tempo che non ci si vede eh? 🙂 )

    Secondo il mio punto di vista quello che manca alle aziende (agli imprenditori) e’ una visione generale di cosa devono fare in concreto dal punto di vista del marketing, di quali obiettivi precisi vogliono raggiungere e soprattutto di COME fare per raggiungerli…

    Il discorso va oltre lo scopo di questo articolo ma penso che sia importante iniziare ad affrontarlo seriamente, sia da parte delle aziende (se vogliono crescere) sia da parte nostra (intendo noi marketer,con la nostra comunicazione)e sia da parte delle web agency (che devono cominciare a capire che quando si parla di web marketing non si tratta solo di posizionare un sito sui motori di ricerca).

    Il punto e’ costruire un progetto preciso di “posizionamento dell’azienda”(naturalmente non si sta parlando qui di posizionamento sui motori di ricerca ma di USP, cioe’ la propria posizione UNICA di vendita nel mercato, il motivo per il quale un cliente dovrebbe acquistare PROPRIO e SOLO da quella azienda e non dalle altre);

    e si sta parlando anche di “offerte” strutturate in modo tale da acquisire il cliente e mantenerselo nel tempo…

    Vedo che questo percorso non lo fa quasi nessuno: per assurdo tutti vogliono vendere ma quasi nessuno riesce ad impostare (o VUOLE impostare) la “sovrastruttura”, il sistema di marketing che ti consenta appunto di acquisire il cliente, mantenerlo e far si’ che aumenti di valore nel tempo.

    Questo lo si fa pianificando e costruendo passo dopo passo un rapporto con loro, con strategie di marketing tanto precise quanto efficaci.

    E qui torniamo al tema del post (e capirai perche’ ho blaterato cosi’ tanto 🙂 ): il blog dovrebbe essere visto ed utilizzato come parte integrante di questo sistema…

    Il problema che ho notato anche io (come dice bene Alessandro) e’ la svogliatezza, la mancanza di entusiasmo e la mancanza di una forte volonta’ di cambiare il modo di pensare e di comunicare… forse per paura… il cambiamento fa sempre paura…

    Ma spesso pensare ed agire in modo diverso dalla massa o in modo diverso da come si e’ abituati a fare e’ il primo passo verso il successo.

    E qui, come degna conclusione, ci sta bene una frase che si sente dire spesso (anche troppo direi!! Ma la scrivo lo stesso 🙂 ):

    “Se fai sempre le stesse cose otterrai sempre gli stessi risultati”

    Ciao ciao
    Ermes

  4. Ciao Ermes! Io credo che il problema vada suddiviso in due parti.
    1° Parte. L’ignoranza. La piccola, piccolissima azienda, lo studio di professionisti “ignorano” cosa sia il mondo di internet. Difficilmente riescono ad immaginare che si possa stabilire una relazione con il cliente(potenziale o acquisito), ma pensano che internet serva a mettersi in mostra e a “mostrare i muscoli”!
    Come arrivare a farglielo capire non lo so e forse non è il mio mestiere.
    Quello che posso dire è che ho dovuto imparare certe cose sulla mia pelle!

    2° Parte. L’ignoranza. Ancora? ti chiederai! Si, ancora!
    Mancano le basi del marketing, che sono valide in tutti i campi, sia off line che on line.
    Ed anche questo è difficile da sradicare, non c’è la cultura della progettazione, della programmazione e del controllo dei risultati (strada facendo e non sul traguardo).
    Questa non è una risposta pessimistica, ma la costatazione che, per fortuna, c’è ancora tanto da lavorare!!!!!

    Ciao
    Claudio Renzi

  5. Ciao Ermenegildo,

    a più ripreso ho avuto modo di leggere quanto proponi e suggerisci.
    Tutto estremamente valido e condivisibile.

    Io posseggo un’agenzia di comunicazione, operiamo in pubblicità, marketing e rapporti profittevoli di business (inserimento in GDO attraverso rapporti diretti e ampliamento dei mercati verso l’estero con le stesse modalità).
    Il nostro orientamento è stato, da 10 anni a questa parte, formente internet oriented e non ti nascondo che in alcuni casi abbiamo ottenuto, con grande soddisfazione, notevoli risultati grazie all’impiego del web.

    Io in particolar modo mi occupo di web marketing e curo, quasi sempre in prima persona, Sem e Seo per le aziende stanzianti i budgets.

    Purtroppo sono a dirti che quanto tu spesso riporti nel tuo blog è profondamente scorretto dal punto di vista deontologico oltrechè altramente generalizzante.

    Parli delle Web Agency e dei professionisti del settore Comunicazione come se fossero tutti dei “caproni” che puntino a testa bassa il primo blocco di roccia viva dove potersi spaccare deliberatamente la testa.
    Mi spiace ma non è accettabile…semplicemente perchè non è così.

    Io così come tanti miei colleghi e competitors possediamo strumenti, dottrinali ed applicativi, per comprendere ed essere sensibili alle tematiche che sei solito trattare ma purtroppo l’Italia è l’Italia e le aziende sono le aziende.

    E’ molto sconfortante per me e per tanti che operino nel mio stesso settore doversi sentire attaccati anche dai “colleghi” come te.
    Noi quotidianamente combattiamo con le aziende per cercare di diffondere una cultura della “promozione” che è sulla stessa lunghezza d’onda di quanto tu sia solito trattare ed è già molto demotivante doversi rendere conto, sul campo, di quanto sia indietro l’imprenditoria italiana e chi la gestisce.
    Non è accettabile dover essere anche rimproverati da altri marketers come se fossimo noi la cassa di risonanza di una cultura della comunicazione ormai completamente andata.

    E’ assolutamente scorretto e pretestuoso.
    Parlo ogni giorno con decine di colleghi che sono profondamente demotivati dalla scarsissima presa che i ns. suggerimenti, in merito all’applicazione di strategie per un sano new internet marketing (ormai non definibile neanche più come “new”), abbiano sugli imprenditori medi in Italia.

    Non è bello dover poi leggere “le web agency non capiscono”.
    E’ completamente ingiusto.

    Le Web Agency capiscono e come.
    Sanno perfettamente che il sito in Flash “luminoso e lampeggiante” risulti del tutto futile se si badi ad una resa in termini di risultati e profitto.
    Tutto questo le Web Agency lo sanno, lo sanno da almeno 10 anni.

    Il problema è che quando poi ci si interfaccia con le aziende o gli imprenditori e gli si spiega quanto sarebbe più utile rinunciare ad applicazioni Flash per badare ad un sito internet meno “clamoroso” ma senz’altro più fruibile ed ottimizzato al risultato, ci si scontra con la lora ingunuità, le loro idee (spesso rigide e supponenti, nonchè profondamente errate), il loro egocentrismo fanciullesco, la loro prosopopea dettata dal concetto “io pago quindi io decido” e, non ultima, la loro ignoranza.

    Centinaia di volte abbiamo proposto Sistemi Web che partissero quantomeno dal presupposto di una lading Page che orientsse al risultato (quantomeno in termini di contatti e rapporto con i potenziali clienti) il sito internet di questa o quell’altra azienda.
    Centinaia di volte ci siamo visti guardare come se fossimo alieni e ti cito solo questi casi ma potrei dirti che in certi altri siamo stati trattati manco fossimo dei cretini.

    E’ a questo punto che la Web Agency si vede costretta a realizzare la tipologia di siti web della quale tu sei detrattore.
    Quella da 2 o 3mila euro, lampeggiante e luccicante.
    Proprio come piace e come l’imprenditore pretende.
    Proprio sul modello “BEL PAESE”, pur nella consapevolezza di quanto poco possa giovare ad un’azienda una promozione di questa tipologia.

    Per questo ti prego, invece di sminuire tanti colleghi seri che cercano di fare il loro lavoro e di aiutare l’Italia a venire fuori da una situazione che mai fu così grave dal punto di vista della cultura imprenditoriale, di sostenerci.

    Non demotivarci e schernirci ulteriormente, a far questo ci pensano già le aziende….tutti i giorni, con assoluta regolarità.

    Qui tutti (o quasi) sanno, sono gli imprenditori che (spessissimo) non vogliono sapere.

    Un Saluto
    Ugo

  6. Ciao Ugo,
    spero che tutto il discorso che hai fatto nel commento precedente sia uno scherzo…

    Quando io parlo di una cosa nel mio blog non e’ perche’ stamattina mi sono alzato cosi’ e voglio “ammazzare” le web agency: io riporto quella che e’ la realta’ che vedo tutti i giorni e che sento nelle consulenze, nei discorsi che faccio con chi mi contatta e vuole ottenere piu’ clienti…

    E lo sai quando parliamo del loro approccio al web quale e’ la cosa che mi dicono sempre (SEMPRE!!): “Mi sono fatto costruire un sito, ho speso 5000 € ma nessuno ci va (a parte i familiari e gli amici a cui lo faccio vedere), non mi e’ arrivato neanche un contatto, non e’ servito a niente… perche? ”

    E io gli spiego il perche’.

    Mi dispiace che tu l’abbia presa come un attacco personale, o meglio “di categoria”, ma ti assicuro che non e’ cosi’, sono solo constatazioni della realta’, di come lavorano MOLTE web agency(non tutte, per fortuna).

    E comunque penso che non sia io a generalizzare: mi sembra che sia tu che dici “l’Italia e’ l’Italia e le aziende sono le aziende”…

    Non sono daccordo neanche quando dici che “… le Web Agency capiscono e come. Sanno perfettamente che il sito in Flash “luminoso e lampeggiante” risulti del tutto futile se si badi ad una resa in termini di risultati e profitto”…

    E a cosa deve badare un investimento se non ai risultati e al profitto?

    Sai quanti clienti HO PERSO o NON HO ACCETTATO perche’ pretendevano di decidere loro l’aspetto del marketing? Tanti! Ed e’ una scelta non facile soprattutto di questi tempi e proprio per quell'”aspetto deontologico” che mi rimproveri di non avere…

    Deontologia e’ esattamente il contrario di cio’ che tu esponi nel tuo commento: non significa fornire al cliente un servizio che gia’ a priori sai che non gli funzionera’, ma glie lo vendi lo stesso perche’ cosi’ tu “fai cassa” e lui e’ contento (ma solo fino a quando vede che non gli funziona)…

    E poi e’ anche un’altra generalizzazione dire che il cliente, l’imprenditore pensa sempre “Io pago, io decido”…

    Perche’ ti assicuro che (almeno per quanto riguarda me) i clienti sono consapevoli di non essere in grado di decidere da soli e fanno esattamente il contrario: cioe’ mi dicono “Io ti pago perche’ TU (marketer) decida cosa fare(altrimenti che ti pago a fare?)”…

    Come faccio ad avere clienti e contatti cosi’ “bravi e diligenti” ? (non tutti,eh sarebbe bello… la maggior parte…)

    Lo fa questo blog per me: io instauro una conversazione con il cliente gia’ prima che questo mi contatti e mi chieda “quanto costa?” .

    E gia’ sa come la penso su determinati punti e come lavoro e i risultati che puo’ aspettarsi da me.

    Questa opera di “comunicazione” continua la fanno le web agency? Si, sicuramente molte la faranno ma molte altre no…

    E io “combatto” contro quest’ultime: quelle da “una botta e via”.

    Altra cosa: tu dici che gli imprenditori e le aziende spessissimo non vogliono sapere…

    Anche qui sono in contrasto con te: gli imprenditori VOGLIONO sapere ma il problema e’ che NON SANNO A CHI CREDERE… Non hanno punti di riferimento e (dopo diverse batoste prese in giro, anche dal punto di vista del web marketing) sono diffidenti…

    Gli imprenditori VOGLIONO sapere cosa devono fare…altroche’!!

    E te lo dimostro dicendoti che io ho messo su con successo una membership, prima, e un prodotto poi ( il “Sistema del Marketing Automatico”) in cui insegno marketing pratico, come creare campagne di marketing a risposta diretta per la propria attività, proprio ad imprenditori, liberi professionisti e aziende (e tra gli iscritti ci sono anche alcune web agency 🙂 ).

    All’interno del Clan scoprono (realmente e non a chiacchiere…) come individuare il giusto pubblico, con il giusto messaggio, proponendo l’offerta giusta per vendere di piu’ ed aumentare il “valore” di ogni cliente.

    Per saperne di piu’ di questa iniziativa, puoi scaricare gratuitamente il “Manoscritto del Marketing Automatico” da questo link:

    http://marketing-automatico.com/free/report-manoscritto/cl-manoscritto.html

    E puoi anche scaricare un video-seminario gratuito di quasi due ore, da qui:

    http://marketing-automatico.com/lg/2-errori/

    Ecco come si fa per avere clienti che ti ascoltano, ti danno retta e si fidano di te.

    Ermes

  7. Chi fa siti da 5000 euro per portare 0 visite è la rovina della nostra categoria. Perché il messaggio che passa, e che il cliente insoddisfatto trasmette ad altri suoi 10 amici, è che nel web si buttano solo via i soldi

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